Da detenuto senza speranza a cuoco.

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Il passato turbolento, con risse e aggressioni. La galera nelle celle di San Vittore prima e di Opera poi. Infine la rinascita e il riscatto nel Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia grazie al progetto “Argo: percorsi formativi per il reinserimento dei detenuti” finanziato dalla Regione Umbria e realizzato da Frontiera Lavoro. Kamil non ha avuto il privilegio di una vita semplice. Certo, in alcuni casi i guai se li è andati a cercare. Spesso, però, sono loro che hanno trovato lui. E in un Paese dove gli istituti di pena sono sinonimo di marginalità e non di reinserimento, il destino di Kamil sembrava segnato per sempre.

E invece al termine del corso per “Addetto alla cucina” Kamil, grazie al suo impegno, è stato inserito al lavoro con contratto a tempo indeterminato presso un prestigioso ristorante di Perugia dove ha la possibilità di mettere in pratica le competenze acquisite. Tutte le mattine Kamil esce dall’istituto alle 8 per farvi rientro alle 20.30 essendo in regime di art. 21 O.P. Il successo della riabilitazione di Kamil non è solo questione di volontà individuale. Alla radice c’è l’incontro con professionisti del settore, i docenti chef che hanno garantito una formazione di alto livello. Conoscenze tecniche che una volta acquisite garantiscono buone opportunità di lavoro. Formazione e lavoro, dicono i dati, abbattono la recidiva dell’80%. Studiare, imparare un mestiere, sono solidi mattoni su cui costruirsi una vita onesta una volta fuori dal microcosmo carcerario.